Canapa medica: scoperto un nuovo cannabinoide | Lab Care

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Scoperto un nuovo cannabinoide da un team di ricercatori italiani.

Canapa medica: scoperto un nuovo cannabinoide

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La ricerca medico-scientifica sulle proprietà curative e terapeutiche della cannabis sta andando avanti, il merito è di un team di ricercatori italiani, guidati dal professor Giuseppe Cannazza.

La canapa gode di una fama controversa: da un lato le proprietà curative la rendono una possibile alternative ai farmaci per la cura e il trattamento di alcune patologie.

L’altro lato è di essere la droga più usata e diffusa del mondo, rendendo la ricerca scientifica e gli studi a riguardo molto complicati.

La scoperta del THCP

Il THCP, acronimo di trans-Δ9-tetraidrocannabiforolo (Δ9-THCP), è un nuovo fitocannabinoide con la stessa struttura del THC ma 33 volte più affine al recettore CB1, il recettore presente nel nostro corpo al quale si vanno a legare sia il THC che il THCP. Questo significa che il THCP ha un effetto biologico maggiore sull’organismo già a dosaggi molto più bassi.

Dai test di legame in vitro è risultata un’affinità con il recettore CB1 molto più elevata del THC, i dati sono supportati dalla valutazione in vivo dell’attività cannabimimetica con il test tetrad. Il test ha riscontrato che il THCP ha diminuito l’attività locomotoria e la temperatura rettale, prodotto analgesia e indotto la catalessi.

Proprietà della canapa

Quali patologie si possono trattare con la canapa?

CONSIGLIAMO DI RIVOLGERVI AL VOSTRO MEDICO E DI NON PRENDERE INIZIATIVE AUTONOME PER IL TRATTAMENTO DI NESSUNA PATOLOGIA.

Tra le numerose proprietà della canapa ci sono diversi utilizzi per trattare molte patologie anche gravi.

  • Sclerosi multipla: la cannabis medica aiuta a trattare il dolore cronico, spasmi e rigidità muscolare, incontinenza. Aiuta a migliorare la qualità del sonno.
  • Glaucoma: diminuzione del 25-30% della pressione intraoculare.
  • Pazienti chemioterapici: stimolazione della fame e in bassi dosaggi riduzione di nausea e vomito.
  • Epilessia: il Dottor J.R. Reynolds, medico personale della Regina Vittoria, nel 1890 descrisse l’utilizzo della canapa come il miglior trattamento per attacchi violenti di convulsioni. Dal 1967 in poi ci sono diversi rapporti medici riguardo l’utilizzo di essa nel trattamento dell’epilessia resistente ad anticonvulsivi, ma le differenze che sono alla base delle diverse forme di epilessia, insieme al possibile utilizzo di altri medicinali e sostanze, non permettono delle certezze in campo clinico riguardo l’efficacia al trattamento contro l’epilessia.
  • Dolore neuropatico: la cannabis medica si è rivelata particolarmente efficace per il trattamento del dolore neuropatico. Il THC è in grado di alleviare la neuropatia diabetica mentre il CBD previene l’insorgere di neuropatie periferiche in pazienti diabetici. Si è visto anche che bassi e dosi di THC possono aumentare l’effetto di analgesici come morfina e codeina.
  • Disturbi del sonno: pazienti con sindrome da stress post traumatico, fibromialgia e dolore cronico, hanno riportato miglioramenti della qualità e durata del sonno in seguito al trattamento con Nabilone, un derivato sintetico del THC.

La tua idea

Cosa ne pensi riguardo le possibilità mediche della cannabis? L’hai mai usata per trattare dei disturbi o delle patologie? Secondo te andrebbe studiata e approfondita al fine di avere la possibilità di sfruttarla a pieno in campo terapeutico? Dimmi la tua nei commenti.

Fonti: cannabisterapeutica.info, cannabiscienza.it

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