Eutanasia: spieghiamo di cosa si tratta | Lab Care

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Eutanasia. Si o no?

Parliamo di Eutanasia

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L’Eutanasia è il processo di accompagnamento alla morte di una persona, esclusivamente nel suo interesse e “benessere”, viene impiegata nei casi in cui il paziente si trovi in gravi condizioni di vita irreversibili, a volte con menomazioni fisiche e mentali, causate da gravi malattie o altri eventi traumatici.

Eutanasia attiva e passiva

Esistono principalmente due tipi di eutanasia:

  • Eutanasia attiva:
    • a sua volta l’eutanasia attiva può definirsi diretta quando il decesso è provocato dalla somministrazione di farmaci che inducono alla morte, ed indiretta quando le cure che vengono utilizzate per alleviare le pene del paziente hanno come effetto collaterale quello di diminuire il tempo in cui esso rimarrà in vita
  • Eutanasia passiva:
    • si definisce eutanasia passiva quando è provocata dall’interruzione di un trattamento medico necessario a mantenere in vita il paziente, ad esempio la respirazione artificiale o la nutrizione artificiale.

Suicidio assistito

Il suicidio assistito (o morte assistita) si verifica quando una persona chiede di essere assistita nel momento in cui pone autonomamente fine alla propria vita. Differisce dall’eutanasia per il fatto che l’atto finale di togliersi la vita, somministrandosi le sostanze necessarie in modo autonomo e volontario, è compiuto interamente dal soggetto stesso e non da soggetti terzi, che si occupano di assistere la persona per gli altri aspetti: ricovero, preparazione delle sostanze e gestione tecnica/legale post mortem.

Eutanasia in Italia

La legge italiana paragona l’eutanasia attiva all’omicidio volontario (articolo 575 del codice penale), anche il suicidio assistito è punito penalmente (articolo 580 del codice penale). Le stesse leggi italiane non sono chiare ed esplicite in materia, la sentenza di Cassazione Civile Sez. I n. 21748/07, dice che: il giudice, su richiesta del tutore legale e dopo aver valutato la situazione di vita del paziente insieme ad un curatore speciale, può autorizzare la disattivazione dei presidi sanitari che tengano artificialmente in vita un paziente ormai in stato vegetativo.

Parliamo quindi di autorizzazione ad eseguire eutanasia passiva.

Il dibattito sulla regolamentazione delle leggi per l’Eutanasia è stato chiamato a gran voce dal popolo in diverse occasioni, con Piergiorgio Welby nel 2006 e con Eluana Englaro nel 2009, le istituzioni hanno promesso diverse volte che avrebbero affrontato la situazione legislativa, ma ancora non è cambiato nulla. In questo periodo se ne torna a parlare con il caso di Alfie Evans.

La necessità di regolarizzare il processo di eutanasia è importante, la classe politica italiana è divisa sul tema, e come al solito, la situazione non si muove di un millimetro, gli anni passano ed i malati di patologie gravi rimangono bloccati all’interno dei loro corpi senza alcuna possibilità di scelta.

Eutanasia e chiesa

La chiesa cattolica è totalmente contraria a questa pratica, l’Evangelium Vitae dice:”l’eutanasia è una grave violazione della Legge di Dio, in quanto uccisione deliberata moralmente inaccettabile di una persona umana.” Fatta eccezione per l’accanimento terapeutico, ovvero la situazione in cui la morte della persona malata sia imminente ed inevitabile.

Cosa ne pensa l’opinione pubblica?

L’opinione pubblica è fortemente divisa sul tema, ci ritroviamo di fronte a due grandi correnti ideologiche: quelli a favore, ritengono che la sovranità totale sulla libertà di un individuo spetti solo ed esclusivamente a se stesso, come anche la scelta di non effettuare accanimento terapeutico o di porre fine alla propria vita; mentre quelli contro, ritengono che l’eutanasia non sia niente di diverso dall’omicidio, ed in alcuni casi dal suicidio.

Eutanasia si o no?

Tu cosa ne ne pensi? Quale pensi siano i pro e contro?

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One Comment
  1. Rispondi
    Mauro

    Si. Se soffrissi talmente tanto e comunque sono destinato a morire. Anticiperei la cosa

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