Piaghe da Decubito: come trattarle? | Lab Care

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Lesioni e Piaghe da Decubito

Piaghe da Decubito: cosa sono, come trattarle

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Piaghe da decubito

Con l’evoluzione dell’essere umano, l’allungamento della vita media ha aumentato anche il tempo totale che trascorriamo in una condizione di parziale o totale dipendenza, e con esso è aumentata anche l’incidenza delle piaghe da decubito; tali lesioni hanno gravi ripercussioni sulla qualità di vita dei pazienti e di chi gli fornisce assistenza, gli interventi di prevenzione e cura di queste piaghe sono destinati ad avere un ruolo sempre più importante nel futuro.

Definizione

La definizione, redatta dall’European Pressure Ulcer Advisory Panel, espone l’ulcera da pressione come un’area localizzata di danno della cute e dei tessuti sottocutanei, causata da pressione, trazione, frizione o da una combinazione di questi fattori. La causa principale è il danno che la cute e il sottocutaneo subiscono per effetto di una pressione elevata e costante su di una precisa zona del corpo.

La cute e l’invecchiamento cutaneo

La cute (o pelle) rappresenta l’apparato che ricopre la parte più esterna di tutto il corpo umano, svolge attività complesse ed indispensabili per il mantenimento in vita dell’organismo. La cute svolge la funzione di separazione tra interno ed esterno, rappresentando una barriera protettiva contro tutti i potenziali danni provenienti dall’esterno.

Ha molteplici ruoli importanti, tra cui il mantenimento di una temperatura corporea costante attraverso dei meccanismi di termoregolazione, come la costrizione e dilatazione dei vasi sanguigni, e la sudorazione.

Invecchiamento cutaneo

Con il trascorrere del tempo la cute attraversa profonde modificazioni: il derma, che rappresenta lo strato intermedio, si assottiglia favorendo una progressiva scomparsa delle papille dermiche e la riduzione dell’ancoraggio; anche l’epidermide (lo strato più superiore) diventa più sottile, lasciando trasparire il reticolo venoso sottostante, con una ridotta resistenza alle forze esercitate che possono facilitare l’erosione della stessa.

Cosa sono le piaghe da decubito?

Le piaghe da decubito sono lesioni cutanee che solitamente portano alla morte del tessuto (necrosi). Tali piaghe, dette anche lesioni da compressione o ulcere da decubito, non interessano soltanto gli stati superficiali della cute (epidermide, derma) ma intaccano anche gli strati più profondi della pelle, come la muscolatura e le ossa.

Le cause

La principale causa della formazione delle piaghe è data dalla posizione statica del soggetto che è costretto all’immobilità per vari motivi, come l’ingessatura, l’obesità, rottura delle ossa degli arti oppure gravidanza a rischio. In queste situazioni la posizione statica provoca nel soggetto uno scorretto afflusso ematico locale, poiché i vasi sanguigni subiscono una compressione che aumenta la pressione del mercurio e ciò provoca la coagulazione e la necrosi del tessuto.

Prevenzione

Tuttavia, si può prevenire la comparsa delle piaghe avendo cura di far cambiare la posizione al soggetto ogni due o tre ore per stimolare la circolazione del sangue. Anche la dieta alimentare deve essere equilibrata e priva di eccessi, così come l’igiene del corpo non deve essere eccessiva, ma adeguata. Attraverso l’utilizzo di cuscini e materassi specifici, oltre che grazie a medicazioni e disinfettanti, si possono prevenire le piaghe. Infine, il personale competente (medici e infermieri) deve considerare eventuali patologie pre-esistenti (disturbi metabolici, neurologici, ecc.) che potrebbero favorire la comparsa delle piaghe.

Scala di Norton

La scala di Norton è stata la prima scala di valutazione del rischio di insorgenza di lesioni da pressione. L’indice di Norton è un sistema sensibile e facile da applicare, che prende in considerazione cinque fattori del paziente: le condizioni fisiche del paziente, lo stato mentale, la deambulazione, la mobilità e l’incontinenza. Ogni fattore è valutato con un punteggio da 1 (situazione peggiore) a 4 (situazione ottimale, non a rischio). Maggiore è il punteggio ottenuto e meno sarà presente il rischio dell’insorgenza delle piaghe. Il punteggio massimo è uguale a 20, mentre il rischio è considerato presente a partire da un punteggio di 14.

Valutazione del rischio:

  • Condizioni fisiche: valutare i livelli di assistenza richiesti per attività di vita quotidiana, relativi a igiene, nutrizione e movimenti.
    1. Pessime (se il paziente ha bisogno di assistenza per ogni attività, quindi non deambula, non è autonomo ed ha bisogno di essere aiutato per nutrirsi e lavarsi)
    2. Scadenti (quando è richiesta assistenza per molte attività quotidiane)
    3. Discrete (quando è richiesta assistenza solo per alcune attività)
    4. Buone (il paziente è abile nelle attività)
  • Stato mentale: valutare la capacità del paziente di rispondere alle domande relative al tempo, spazio e persone.
    1. Comatoso (quando la risposta appare lenta o assente)
    2. Confuso (quando il paziente è poco orientato nel tempo e nello spazio, la risposta non è precisa)
    3. Apatico (quando il paziente necessita la ripetizione delle domande)
    4. Lucido e orientato (quando la risposta è rapida e il paziente è orientato nel tempo e nello spazio)
  • Attività e deambulazione: valutare la capacità di camminare.
    1. Costretto a letto
    2. Costretto su sedia (il paziente si muove solo su una sedia)
    3. Cammina con aiuto (necessita l’aiuto di persone)
    4. Autonomo (eventuale utilizzo di presidi)
  • Mobilità: valutare la capacità di controllare ed effettuare il movimento del corpo o parte di esso.
    1. Immobile (il paziente ha bisogno di totale assistenza nei movimenti degli arti)
    2. Molto limitata (il paziente richiede assistenza nei movimenti degli arti)
    3. Poco limitata (il paziente usa e controlla gli arti con minima assistenza)
    4. Completa (muove e controlla gli arti)
  • Incontinenza: valutare la capacità di controllare l’eliminazione urinaria.
    1. Doppia (totale incontinenza urinaria e fecale)
    2. Abituale (incontinenza urinaria)
    3. Occasionale (incontinenza occasionale, minore di 2 volte al giorno)
    4. Assente (non incontinente di urine e/o feci. Può avere un catetere)

Cura delle piaghe da decubito

Dal momento che le piaghe da decubito non possono essere considerate ferite “normali”, poiché non guariscono spontaneamente, è necessario che siano curate attraverso dei farmaci specifici oppure, se si tratta di lesioni di bassa entità, attraverso dei rimedi naturali. Questi ultimi possono essere reperiti in erboristeria e, previa indicazione del medico, possono essere una buona soluzione; i prodotti naturali più efficaci sono:

  • l’oleolito d’iperico: mirato a promuovere la cicatrizzazione delle piaghe e agisce come disinfettante locale. L’ipericina, contenuta in esso, diminuisce l’infiammazione, mentre l’iperforina è considerata un antibiotico naturale. Nonostante le controindicazioni siano quasi nulle, è opportuno sottolineare che l’iperico potrebbe provocare fotosensibilizzazione, è perciò consigliato coprire con una garza la zona trattata.
  • pasta protettiva: favorisce la cicatrizzazione e limita l’infiammazione. Può essere costituita da amido di mais, ossido di zinco, aloe vera gel, pantenolo, insaponificabile di avocado e burro di karitè. Tutte sostanze che contrastano la dermatite della pelle causata dallo sfregamento continuo di due zone del corpo (disturbo molto evidente nelle persone sovrappeso) e che agiscono come antinfiammatori, antiossidanti, rinfrescanti, nutritive ed emollienti.
  • polvere: indicata per le piaghe umide che suppurano, rappresenta un valido rimedio se così formulata: riso, avena, tea tree oil, olivo, semi di pompelmo.

Mentre per quanto riguarda i farmaci, essi vengono utilizzati, previa indicazione medica, come:

  • sussidi terapeutici per il controllo del dolore (ibuprofene, naproxene, lidocaina)
  • antibiotici e disinfettanti, se è stata accertata un’infezione batterica (nano cristalli d’argento, becaplermin, cadexomero iodico)
  • rilassanti muscolari che inibiscono gli spasmi muscolari al fine di non accentuare le ferite da decubito (diazepam, dantrolene, tizanidina, baclofen).
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