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Esami per la diagnosi dei tumori

Prevenzione tumori: lo stile di vita conta

La prevenzione tumorale: I dati e le nuove ricerche sul tumore

La dieta mediterranea è la migliore per la prevenzione tumorale

I medici ce lo ricordano di continuo: dobbiamo volerci bene! Dobbiamo avere uno stile di vita corretto con una regolare attività fisica e sport, un’alimentazione equilibrata diminuendo sale e zuccheri e con una dieta sana (quella mediterranea si conferma la migliore tra i regimi alimentari comuni) cercando così di ridurre il rischio di obesità. Eliminando poi il fumo e consumando con prudenza gli alcolici si andranno a controllare altri due importanti fattori di rischio per l’ insorgenza di patologie gravi e fatali come i tumori. Ruolo fondamentale poi rivestono proprio i controlli medici specialistici che, se effettuati con regolarità, saranno utili per mettere in atto per noi stessi la tanto nominata prevenzione antitumorale.

La delicatezza dell’argomento e la complessità del tema “cancro” porta con se una serie innumerevole di accortezze e cautele e noi cercheremo di affrontarlo con l’unico obbiettivo di informare e divulgare con le nostre possibilità nel rispetto di tutti.

La teoria prevalente identifica il cancro come un insieme di circa 200 malattie caratterizzate da un eccessiva crescita cellulare non controllata dal nostro organismo. Questa incontrollata crescita avviene attraverso varie tappe anomale di accumulo di cellule neoplastiche. Il nostro organismo è una macchina molto complessa e la prolificazione cellulare è un processo fisiologico cioè insito nell’organismo: c’è prolificazione di unità biologiche ma c’è di converso anche una morte cellulare programmata e regolare. Il processo che porta al cancro da luogo a una distruzione di questi regolari processi è cioè si innesca un meccanismo incontrollato di generazione e divisione cellulare e alla formazione della cellula tumorale.

I numeri del cancro in Italia

Gli ultimi dati sulla diffusione dei tumori non sono certo positivi. A livello nazionale secondo il rapporto I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA 2018 pubblicato nel settembre 2018 da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AITUM (Associazione Italiana dei Registri Tumori), sono stati stimati 373.300 nuovi casi di tumori maligni. Un aumento in termini assoluti di ben 4.300 unità in più rispetto il 2017.

La fotografia pubblicata nel rapporto, oltre ai dati epidemiologici della patologia in Italia, valuta anche l’impatto delle strategie e della prevenzione nel nostro paese. Dalla lettura emerge che nei maschi la diagnosi più frequente riguarda il tumore della prostata (18%) seguito da quello del colon-retto (15%) e del polmone (14%). Tra le donne invece i tumori alla mammella (29%) sono i più diagnosticati.

Un dato interessante da riportare è che tra il 2003 e il 2018 sono diminuite in maniera statisticamente significativa le morti per tumore maligno a stomaco, fegato, colon-retto ed esofago sia nei maschi che nelle femmine mentre sono aumentate le morti per i tumori alla tiroide nei maschi e per il tumore ai polmoni e alle vie aero-digestive nelle donne.

Nel mondo invece secondo la ricerca “Global cancer statistic 2018: GLOBOCAN estimates of incidence and mortaly worldwide for 36 cancers in 185 countries” pubblicata su CA, A Cancer Journal for Clinicians della American Cancer Society si sono stimati 18,1 milioni di nuovi casi di cancro e 9,6 milioni di decessi nell’anno 2018. Per entrambi i sessi il più diagnosticato è quello ai polmoni  e lo stesso è la principale causa di morte tra i maschi variando ovviamente tra paese a paese e tra regione a regione.

Correlazione tra cancro e stile di vita

La ricerca e i nuovi studi stanno portando per fortuna anno dopo anno sempre maggiori speranze e stanno facendo luce su aspetti della malattia fin ora oscuri. Il più recente è uscito sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Genetics il 20 maggio scorso a firma di un equipe di ricercatori italiani dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e di varie università italiane. È uno studio prestigioso che rivoluziona in parte la teoria diffusa che lega la causa dei tumori al caso, alla sfortuna. La ricerca afferma che la prolificazione incontrollata delle cellule e i danni che portano alla rottura della doppia elica del DNA sono derivanti da segnali provenienti dall’ambiente in cui viviamo. I tumori quindi si svilupperebbero per l’azione dell’ambiente pertanto cambierebbe il ruolo delle prevenzione che da secondario rispetto i precedenti studi, diventerebbe fondamentale.

Il cancro e la sfortuna

Il ruolo del “caso” o del fattore “S” (come sfortuna), teorizzato dai ricercatori Tomasetti, Vogelstein e Li della Johns Hopkins University (USA) nel 2017 andrebbe del tutto in secondo piano. Cambia la prospettiva della casualità del cancro riportano al centro delle attenzioni di studio la teoria della causa interazione DNA-ambiente. In una intervista al Sole24Ore il professor Pier Giuseppe Pelicci, direttore della ricerca e docente di Patologia Generale dell’Università degli Studi su Milano, spiega che “ la sfortuna non svolge alcun ruolo nella genesi delle traslocazioni e che, di conseguenza, non esiste base scientifica che ci autorizzi a sperare nella fortuna per evitare di ammalarci di tumore. Anzi, abbiamo ora un motivo scientifico in più per non allentare la presa sulla prevenzione dei tumori: nei nostri stili di vita, nel tipo di mondo che pretendiamo, nei programmi di salute che vogliamo dal nostro servizio sanitario. Anche nel tipo di ricerca scientifica che vogliamo promuovere”. E aggiunge: “Per ora non abbiamo capito quale sia esattamente il segnale che induce la formazione delle traslocazioni, ma abbiamo capito che proviene dall’ambiente, pur ignorando ancora luoghi e circostanze.”

Ovviamente l’impegno della ricerca scientifica sta andando avanti. Le nostre eccellenze sugli studi oncologici stanno portando ogni anno significative vittorie nella guerra per debellare il cancro. Il nostro benessere, la qualità della vita e l’attenzione all’ambiente in cui viviamo devono rimanere i paradigmi principali per prevenire sia il tumore che altre forme di malattie.

  1. AA.VV., I numeri del cancro in Italia 2018 a cura di Associazione Italiana di Oncologia Medica-AIOM,  di Associazione Italiana Registri Tumori-AIRTUM, di Fondazione AIOM e di PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) Brescia 2018, tabella 5, p. 7.
  2. Ministero della Sanità: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=3494.
  3. AA.VV., I numeri del cancro in Italia 2018, op.cit., tabella 6, p. 8.
  4. Op.cit., tabella 6, p. 8. Dal comunicato stampa del Ministero della Salute in occasione della presentazione del rapporto nel 2017 sono stati diagnosticati 51.000 di tumore alla mammella in aumento rispetto il 2018 che ne vede diagnosticati 52.800 casi.
  5. Op.cit., tabella 25, p. 45.
  6. BRAY F., FERLAY J., SOERJOMATARAM I., SIEGEL R.L., TORRE L.A., JEMAL A. (2018). Global cancer statistics 2018: GLOBOCAN estimates of incidence and mortality worldwide for 36 cancers in 185 countries. CA Cancer Journal for Clinicians, 68(6): 394-424.
  7. DELLINO G. I., PALLUZZI F., CHIARIELLO A. M., PICCIONI R., BIANCO S. ET AL. Release of paused RNA polymerase II at specific loci favors DNA double-strand-break formation and promotes cancer translocations. Nature Genetics, https://doi.org/10.1038/s41588-019-0421-z.
  8. TOMASETTI C., LI L., VOGELSTEIN B., Stem cell divisions, somatic mutations, cancer etiology, and cancer prevention. Science, 24 Mar 2017, 355(6331), pp. 1330-1334.
  9. Tratto da intervista: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/21403.
One Comment
  1. Rispondi
    Vanna Sanna

    Prevenzione per tumore al pancreas? L’inquinamento industriale può influire ?

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